Come i documenti di strategia sono diventati un sistema operativo: sorgenti di verità, generatori, quality gate. Questo documento presenta la struttura concettuale di tutto il materiale sviluppato — cosa c'è, come si tiene insieme, come si usa.
Un brand è coerente quando la coerenza non dipende dalle persone che producono i materiali. Il sistema è costruito su tre principi:
Ogni regola — visiva, verbale, di compliance — vive in una sorgente di verità statica e versionata. Chi genera non ricorda le regole: le legge. Stessa domanda, stessa risposta, sempre.
Il guardrail più forte non è la regola scritta ma il componente già conforme. I generatori assemblano pezzi validati (componenti UI, slide master, template a slot) — non inventano da zero.
Ogni asset passa da un Quality Gate separato e avversariale, che cerca la violazione, non la conferma. E ogni asset finisce comunque davanti a un umano: il gate prepara la validazione, non la sostituisce.
La conoscenza sta in basso e non cambia mai durante la generazione. I generatori la leggono, il gate la fa rispettare, gli asset escono in cima — verso la validazione umana.
Come leggere il flusso: una richiesta entra in un generatore (Piano 2) → il generatore fa l'intake, dichiara il brief risolto e compone l'asset leggendo il Piano 1 → il Quality Gate (Piano 3) verifica in modo avversariale e rimanda in correzione finché i check non passano (massimo 3 cicli) → l'asset esce (Piano 4) con il report dei controlli e passa alla validazione umana. La conoscenza non si muove mai: si consulta. Ogni asset in uscita è self-contained — logo incorporato, nessun file esterno: non si rompe mai, né in anteprima né una volta scaricato.
Il sistema poggia su entrambe le brand strategy, non su una sola: l'identità e la strategia di mercato non stanno in due mondi separati. Insieme sono la fondazione da cui i tre sistemi e i tre generatori derivano ogni scelta.
Identità, Onlyness, posizionamento ("l'operatore istituzionale del mid-market"), valori, il messaggio unico coi suoi invarianti, la Definition of Done con la compliance inclusa. Chi è YELDO e come si presenta.
La valutazione strategica: il modello di mercato (ponte e principale), la doppia frizione, l'operating-partner invertito; la Fiducia coi suoi quattro differenzianti; il vettore per cluster e la costruzione dei mockup. Perché il brand si muove così.
La voce (postura "da accesso a giudizio", 6 tratti Sage+Ruler, lessico dentro/fuori, parole vietate, 6 CTA ratificate), il micro-copy e i registri per superficie.
Token, tipografia, vetro, i dosaggi 90/10 · 65/35 · 50/50, i 3 temi di superficie, i componenti e le checklist visive, con la superficie istituzionale.
Il deck-blueprint (3 tipi di deck, 3 classi di slide fisse/ricorrenti/opzionali, la Scheda Deal, le due modalità di intake), il Deck Book coi layout visivi di ogni slide, il playbook deck e i 3 master.
Il triangolo è chiuso: Visual → UI · Verbal → Copy · Deck → Deck. Ogni generatore ha il suo manuale di regole; tutti e tre poggiano sulle due fondamenta.
Quattro playbook (LinkedIn, newsletter, deck, sito) a due strati: craft universale del canale + applicazione Yeldo — template a slot, esempi giusto/sbagliato presi dai materiali reali, checklist di canale per il gate.
I materiali storici analizzati (6 deck, campagne newsletter, piano editoriale LinkedIn) — reference di struttura, mai di voce. E le implementazioni da cui si copia: mockup home ×2, 3 deck master, pagina pilota, tutte self-contained.
Stessa fondazione (brand-voice-identity, che consolida le due strategie), stesso principio: componi, non riempire. Un deck e una pagina web devono sembrare fatti dalla stessa mano — "il sito Yeldo in forma di slide".
Un agente separato da chi genera — chi scrive è cieco ai propri errori. Legge le sorgenti di verità, verifica ogni check cercando la violazione, restituisce PASS/FAIL con evidenza e correzione proposta. Cicli di correzione fino a un massimo di 3; se non converge, dichiara i check falliti invece di forzare. Le famiglie di check: visivi (V, i), verbali (L), compliance (C), strutturali deck (S), più la checklist specifica del canale (LK/NL/DK/ST). Il report finale elenca i controlli superati e chiude sempre con la stessa frase: pronto per la validazione umana — l'AI può commettere errori.
Il primo asset generato dal sistema: la pagina "Why Yeldo · Developers". Richiesta di partenza: "crea una pagina per spiegare ai developers perché Yeldo".
Il sistema non vive solo nei file: ha un punto d'accesso e quattro garanzie di processo che tengono il lavoro al sicuro. YELDO Studio è il modo in cui il team genera senza toccare codice.
La web app che espone i tre generatori con anteprima, Quality Gate e download. Selettori di tema e di master, intake guidato, brief dichiarato prima di produrre: il team lavora dal browser, nessun codice, nessun setup. studio.yeldo.com · accesso riservato.
Ogni asset generato è self-contained: logo incorporato, immagini come placeholder esecutivi, nessun file esterno. Si apre identico in anteprima e una volta scaricato; l'export PDF è fedele 1:1.
Dopo la generazione si correggono le singole parti ("cambia il titolo di tre slide") senza rigenerare l'asset: il resto resta identico byte per byte. Ogni correzione crea una versione (v1…vN) ripristinabile.
Nessuna generazione va persa: il lavoro persiste, il prompt di partenza resta sempre visibile, l'anteprima si apre a tutto schermo in una nuova scheda senza mai coprire la sessione di lavoro.
Perché conta: sono garanzie di processo, non funzioni accessorie. Il team produce in autonomia, corregge con precisione e non perde mai un asset — e tutto esce già conforme, pronto per la validazione umana.
La knowledge condivisa (brand-core) ha una sede canonica; le copie nei pacchetti skill si sincronizzano da lì. Il disclaimer legale dei deck è un componente unico versionato per lingua e regime: ogni modifica passa dal legale, mai dal copywriter.
Quando un caso reale richiede ciò che le regole non prevedono (una CTA nuova, un formato nuovo), il generatore si ferma e propone. La decisione è umana, la codifica è immediata, la data resta scritta. Così sono nate "Submit a project" e "Request allocation".
Brand core > playbook di canale > template > preferenza di chi genera. Se una richiesta contraddice una regola, il generatore segnala il conflitto e chiede conferma esplicita — e la deroga finisce nel report, mai taciuta.
Se un asset esce sbagliato per una regola mancante, la correzione si fa nella sorgente di verità (che da quel momento vale per tutti i generatori), non nel singolo output. Gli asset si rigenerano; la conoscenza si cura.
Handoff previsto: repo unico (knowledge + 3 skill + web app) su GitHub privato con accesso al team Yeldo; costi API e hosting a carico Yeldo; manuale d'uso e manutenzione della knowledge inclusi. I team usano le skill nei propri Claude Code — al posto delle versioni autocostruite, con la stessa knowledge per tutti.
Convenzione degli indirizzi: i documenti vivono in un solo progetto, sotto docs.studio.yeldo.com/<nome-asset>. Tutte le pagine sono noindex. I deck master e i mockup sono ora self-contained — logo inline e placeholder esecutivi al posto delle foto — e i dati che contengono sono illustrativi, marcati, da sostituire con dati reali prima di ogni uso.